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Una volta eravamo guerrieri

monete_SILERAIOI

La Sila, la grande foresta della Calabria, ha sempre avuto un fascino misterioso, storie di briganti e pastori, di grandi silenzi e distese d’alberi senza fine, di guerre e di miseria contadina.

Poco si sa della storia antica della Sila, si sa che i Romani sfruttavano a fondo le foreste con le societates picarii (società di commercio della pece), e che Cicerone cita nel 138 a.C. una causa tra boscaioli. Ma nessun altro popolo oltre i Brettii è citato come abitante del grande bosco.

Ora un nuovo prezioso documento, una moneta venuta alla luce in tempi recenti ci racconta la storia di un altro popolo guerriero che abitava la Sila nel 357 a.C., il popolo dei SILERAIOI, orgogliosi di scrivere sul rovescio della moneta anche il luogo da dove provenivano ovvero SILA, scritto chiaramente in caratteri greci.

Questa moneta fa parte di una serie di conii siciliani dell’epoca tirannica, in cui la città di Siracusa assoldava mercenari feroci da tutta Italia, come i Mamertinoi, i Tirrenoi, etc. Per pagare questi guerrieri, si coniavano monete con i loro nome etnico. Ma sino ad ora gli esemplari trovati delle monete dei Sileraioi erano tutti danneggiati ed il rovescio delle monete era con la iscrizione incompleta SI o SIL, per cui spesso gli studiosi avevano supposto la provenienza dei mercenari dalla zona del fiume Sele in Campania. Il ritrovamento di un esemplare completo cancella finalmente ogni dubbio, perché leggiamo le quattro lettere SILA chiaramente.

I Sileraioi erano i guerrieri provenienti dalla Sila. I guerrieri della foresta appaiono nelle monete di maniera siciliana ritratti nella posizione di “attacking warrior”, cioè guerriero che attacca, con il gonnellino corto, la lancia in resta e lo scudo di foggia italica, tondeggiante e con il braccio infilato dentro la fibbia. E sopra e sotto la lancia la scritta in greco SILA. Il dritto reca la scritta Sileraioi con il simbolo del toro con la testa umana, che rappresenta in genere il mito della potenza di un fiume, di un corso d’acqua, come in moltissime altre monete greche dello stesso periodo.

Dunque nel 357 a.C. esisteva già il toponimo SILA, mentre la lingua latina non esisteva ancora in Calabria che era sotto il dominio greco, e dunque SILA non può per motivi cronologici provenire dalla parola latina Silva, semplicemente perchè a quel tempo non esisteva ancora! Sila deriva invece dall’ antico tema mediterraneo SILA che significa canale d’acqua, canale lungo e stretto, e che indica dunque un area ricca di canali d’acqua, come il fiume Sele in Campania, il fiume Sile in veneto ed in Romania, il canale più grande del delta del Nilo in Egitto che si chiama appunto Sila.

[templatic_contentbox type=”normal” title=”Domenico Canino”] Architetto appassionato di storia e di culture preistoriche in generale e calabresi in particolare; leggo e comprendo  il sumero e, più vado indietro nel tempo, più mi appassiono; il mio approccio alla storia è galileiano: la storia si fa con i reperti e non con le favole ed i miti. [/templatic_contentbox]

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