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Parchi e Riserve

    Monaco, limitrofa a Villaggio Mancuso, in comune di Taverna, si presenta come area prevalentemente coperta da pino laricio in formazione pura. Proprio dall’immensa ricchezza di questo bosco, trae origine la sua antropizzazione e lo sfruttamento del suo legname. E’ quindi intorno al primo ventennio del novecento che prende vita il complesso rustico del Corpo Forestale dello Stato che da qui dirige un’attenta politica di utilizzazione dei soprassuoli, di rimboschimento, di segagione oculata, di protezione ambientale, di tutela contro gli incendi. E’ dopo gli anni ottanta, con un continuo impiego di risorse creative, che il Centro Visitatori di Monaco assume l’aspetto di un moderno complesso polifunzionale immerso nella natura, che della natura vuole parlare, evocandone le memorie proprie della cultura agro-silvo pastorale ad essa legata, propagandone silentemente gli echi.

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    Cupone, a ridosso del lago Cecita, in comune di Spezzano della Sila, dall’omonimo fiume che vi scorre, lega la sua memoria storica alle lunghe contese territoriali tra Demanio e privati cittadini definitesi solamente nel maggio del 1876. Alla corposa formazione pura di pino laricio, a densità colma, con esemplari monumentali ancora in vita, alla quale si alternano aree pascolative, fa riscontro un oculato programma di sfruttamento delle sue risorse, fin dai primi decenni del XX secolo. Dapprima solo segheria, produce poi, con appositi impianti, colofonia ed essenza di trementina, conclude l’esperienza economico-produttiva con attività di falegnameria per diventare da ultimo centro propulsore di politiche di difesa e conservazione ambientale.