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Tessuto

    Una tradizione che si tramanda da generazioni, la Scuola Tappeti Caruso raccoglie il grande significato della tradizione tessile, che da sempre ha segnato l’artigianato sangiovannese.

    Ozaturi a pizzulune”, le tipiche coperte “trappigne”, la “n’cullerata” a proseguire un percorso, iniziato nell’epoca medievale, intorno allo splendido complesso abbaziale, dove incominciarono a raggrupparsi nuclei familiari, che giungono in Sila, dai casali casentini e dal marchesato crotonese.

    Famiglie, che vivono intorno alla maestosa Abbazia Forense per assicurarsi la protezione degli Abati Commendatari. Protette sì, ma costrette a soffrire il clima gelido dei rigidi inverni dell’epoca. Da qui la necessità di provvedere a realizzare su telaio, sia i tessuti per l’abbigliamento, sia quelli per l’arredamento delle proprie abitazioni.

    Il casale di S. Giovanni in Fiore diventa la vera capitale della Sila, con i tessuti realizzati nei paesi limitrofi, che vengono barattati nelle fiere locali. Facendo un salto di parecchi secoli, fino a giungere alla metà del’900, grazie all’intraprendènza dell’Opera Valorizzazione Sila (attuale Arrsa) nasce la Scuola Tappeti, diretta da maestri armeni, che per lunghi anni impartiscono alle tessitrici locali le tecniche di annodatura dei tappeti. Con la conclusione della direzione dei maestri orientali, questa antica arte vive un periodo di grande crisi.

    Una crisi del settore che si conclude con l’arrivo del maestro Domenico Caruso, che forte di una tradizione di famiglia decide di investire lavoro e sacrifici in un progetto iniziato dal padre Salvatore, che nei primi ani ’70, prende spunto dai telai di famiglia e abbandona il commercio di carni, per trasformarsi in promotore dell’arte tessile della propria famiglia.

    Le forti ambizioni del maestro Domenico Caruso lo portano ad intraprendere studi presso le scuole e le accademie d’arte, forgiando così una nuova figura, che ricca della propria storia, trasforma e raccoglie nuove ispirazioni nel grande panorama tessile.

    La piccola bottega d’arte è punto di riferimento per le più grandi firme dell’arte contemporanea, ed in oltre porta avanti uno dei più grandi progetti artistici mai affrontati sul territorio regionale: la riproduzione delle tavole del Liber Figurarum di Gioacchino da Fiore, che si trasformano in splendidi arazzi di seta, completamente annodati a mano. Ogni tavola di questo ambizioso progetto richiede più di un anno di annodatura. Opere che grandi case d’asta come Crhistie’s di Londra e Semenzato di Venezia avrebbero voluto battere a suon di milioni del vecchio conio. Un’arte tessile, quella sangiovannese, riconosciuta in tutto il mondo.

    Negli anni trenta nasce a Longobucco, per volontà del Maestro Eugenio Celestino il “laboratorio d’arte tessile” per l’esecuzione, sul tradizionale telaio a mano, di tessuti preziosi: copriletti, arazzi, tappeti, centri, biancheria per la casa e per il corredo.

    Ad Eugenio Celestino va il merito di aver amato, curato e conservato l’attività della tessitura artistica non solo a livello di produzione, ma anche ed in modo egregio, di promozione.

    Storiche le sue partecipazioni ad esposizioni di grande prestigio, a mostre mercato , a mostre di immagine. Tanti gli apprezzamenti e le onorificenze ricevuti, dei quali si conservano i relativi attestati.

    Giunge a servire la casa reale ed alcune tra le più importanti case d’alta moda.


    Nel 1959 il figlio Mario prende in mano le redini dell’attività , confortato da un tenace entusiasmo, che eredita dal genitore e da una competenza acquisita in alcuni decenni di collaborazione con lo stesso.

    La tessitura di Longobucco, grazie all’impegno e alla dedizione di Eugenio e Mario Celestino è l’attività per la quale il paese è rinomato, l’esposizione ed il laboratorio sono , ogni giorno , meta di tanti turisti.

    Qui è possibile conoscere la storia della tessitura di Longobucco; attraverso le immagini del passato, possono essere ammirati autentici pezzi storici di straordinario interesse e dall’indiscutibile fascino. Ai visitatori è dato,inoltre, vedere le varie fasi della lavorazione e l’intera produzione tradizionale, cui si affianca una continua ricerca nell’uso dei filati tradizionali (ginestra, lino, canapa, cotone, seta e lana), finalizzata alla realizzazione di tessuti che riescano a soddisfare le attuali esigenze di arredamento (tovaglie, copriletti, asciugamani, tende, lenzuola)e di abbigliamento (sciarpe,scialli,gonne).

    Mario Celestino crea capi personalizzati ed esclusivi, preziosi per l’inconfondibile lavorazione , per l’accuratezza del disegno e delle rifiniture.