Gastronomia

La gastronomia tradizionale sangiovannese e’ legata ad un mondo contadino ormai scomparso, che esprimeva la propria semplicità anche attraverso le abitudini culinarie.

Si conservano ancor oggi le buone ricette di minestre di cicorie, cavoli, zucche, fagioli, i buoni piatti di tagliatelle (tagliarini) con fagioli o col finocchio selvatico, sparite ormai le minestre di ortiche, le minestre <<selvatiche>>, usuali durante i lunghi soggiorni nei posti di lavoro, nei campi, preparate con qualche foglia di cavolo selvatico, punte di felci e patate, molto piu’ consueto e’ l’uso di preparare alcuni dolci tipici, quali la pitta impigliata per Natale, il Mastazzuolo, i fritti, i muccellati e infine i turdilli.

Dalla lavorazione del maiale escono fuori prelibati prodotti conosciuti in tutta Italia, i capicolli, le saporite salciccie e sopressate e non ultimi i magri prosciutti, delizia di quanti l’assaggiano. I formaggi silani, poi, non hanno bisogno di una presentazione, la loro pasta saporita si apprezza ovunque poiche’ frutto di un processo di lavorazione che ancora tende alla qualita’; tra i tanti i piu’ tipici si presentano ancora: il caciocavallo o provola, la mozzarella, i butirri e la sciungata.

Posto nel cuore della Sila, San Giovanni in Fiore, puo’ godere di ricche annate di funghi che, sapientemente lavorati, vengono conservati per l’intero anno in recipienti di vetro, con olio, sale, aceto, aglio o fatti essiccare al sole, vengono poi utilizzati per ottimi piatti.

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