Usi e Costumi

Dell’aspetto tradizionale della realta’ sangiovannese si mantengono, ancora oggi, alcuni elementi legati a precise scandenze calanderiali.
Nel mese di febbraio c’e’ il carnervale, festeggiato con sfilate di carri e maschere piu’ o meno caratteristici, ma l’uso piu’ tradizionale e’ rappresentato dalle frassie , farse in dialetto sangiovanese, che riproducono sotto forma di satira, un quadro della vita sociale, politica, economica e culturale di S. Giovanni in Fiore.
Le frassie ritenute le piu’ belle e incisive dell’anno, verngono puntualmente premiate.
Nei mesi le festivita’ che si susseguono sono soprattutto religiose: Corpus Domini, S. Antonio e S. Giovanni e gli usi locali riguardano l’ osservanza di questi avvenimenti con processioni che si snodano per le strade del paese intonando ancora antichi canti devozionali. Le due giornate del 13 e 24 giugno vengono anche arricchite con bancarelle e giostre localizzate nel Convento dei Cappuccini (per S. Antonio) e in piazza Abate Gioacchino(per S. Giovanni).
Un ‘usanza di largo respiro in agosto e’,invece, la fiera, di antichissima origine, che viene allestita nei giorni 26-27-28.
Le mercanzie di ogni genere che vi sono esposte richiamano un vasto numero di persone, ogni anno e da molti paesi piu’ o meno vicini, rafforzandone il suo carattere non solo economico ma anche tradizionale.
Con l’ approssimarsi dell’ anno nuovo e, quindi, al termine del vecchio, nel mese di Dicembre, prendono vita due usi particolari: U Zugghi e le focere . Il primo consiste nel recarsi, in gruppo, a cantare, davanti agli usci degli amici, dei canti tipici, chiamati appunto Zugghi dall’ omonimo e rudimentale strumento che produce un suono particolare; il canto prosegue fino a quando non si e’ invitati ad entrare e a fare baldoria insieme; le focere, invece, sono dei grossi falo’ che vengono accesi in ogni rione nella notte di Natale e di S. Stefano. I bambini, ma anche gli adulti, iniziano la raccolta della legna andando casa per casa nel propio rione e cio’ inizia abbastanza tempo prima del periodo natalizio; l’ impegno e’ grande sopratutto perche’ la Focera piu’ bella sara’ premiata.

La Pacchiana

Figura tradizionale e’, poi, la donna in costume, pacchiana, dal tipico copricapo in lino bianco, rituartu che contrasta col resto dell’ abbigliamento di colorazione scura, ad esclusione della camicia bianca, cammisa , che ricopre il petto e che e’ lavorata a mano con l’ altrettanto tipico ricamo, chiamato turnise . A contornare ed integrare il tutto, i prodotti dell’ oreficeria tradizionale, le stupende Jennacche , che riempono la ricca scollatura, le tipiche spille che fermano il corpetto alla camicia, i vari orecchini abbinati al resto e lo spillone che mantiene fermo il copricapo in lino sull’ elaborata pettinatura.

Economia

Da una tradizionale economia di tipo contadino San Giovanni in Fiore e’ passato oggi ad un’ economia che si regge essenzialmente sulle attivita’ commerciali, sull’ artigianato e sul pubblico impiego, pur essendo presenti un buon numero di lavoratori nel settore edilizio ed un’ altra percentuale di emigrati.
L’ agricoltura rientra ancora tra le attivita’ presenti, ma in misura sicuramente minima, pur restando di ottima qualita’ qualsiasi prodotto, sopratutto la patata silana apprezzata anche oltre i confini cittadini e oggetto di sagre autunnali nei quartieri piu’ artistici del paese quali il rione Abbazia.

L’arte orafa e’ un’altra delle espressioni tipiche dell’artigianalita’ sangiovannese, un’arte conosciuta ormai in tutto il mondo per l’originalita’ e la precisione dei prodotti e per la tipicita’ degli oggetti tradizionali, in particolare, quelli completanti l’antico costume femminile locale. Numerose sono le varieta’ di questi gioielli, infatti tra le collane, oltre alla tipica jennacca , si annoverano anche ‘u cunciertu, ‘a perna, e la collana ccu llu Figurinu. Di particolare rilievo anche le spille e gli spilloni delle variegate forme tra cui ‘u motro’, ‘a musca, ‘u pamaroru.

Artigianato

Uno dei piu’ importanti settori economici sangiovannesi e’ quello artigianale. Si tratta infatti, di fiorenti attivita’ artigianali, in particolare quella tessile, che si presenta con la produzione di coperte, arazzi, tappeti dai colori vivaci e dai motivi decorativi tradizionali che rendono famosa la citta’ di San Giovanni in Fiore anche all’ estero, insieme alle tante opere artistiche in legno, in ferro battuto, in ottone. Una nota di merito va fatta per le ceramiche artistiche e rustiche, per i cestini intrecciati con la ginestra e le bambole col tipico costume di pacchiana.
A San Giovanni in Fiore, nelle vicinanze del centro storico, nei locali dell’ex Albergo Santa Lucia, opera nel settore turistico, il CENTRO ARTIGIANATO TIANO . E’ una esposizione permanente, aperta tutto l’anno, punto di raccolta di gran parte di prodotti tipici dell’artigianato Calabrese come tessiture tradizionali, coperte, tappeti, biancheria per la casa, ceramiche, lavori in legno, cestinerie e vari. La sua clientela e’ costituita per lo piu’ da persone attente alla ricerca di quello che c’e’ da vedere della storia e della tradizione dell’artigianato Calabrese. Il suddetto CENTRO e’ anche specializzato nel souvenir, nell’articolo da regalo e nell’oggettistica particolare per quanti hanno la necessita’ di risolvere il problema del regalo e del ricordo. La presenza del Centro Artigianato Tiano e’ diventata una realta’ di rilevante importanza, grazie alla sua politica dell’assortimento degli articoli trattati e del relativo contenimento dei prezzi di vendita, con alla base la professionalita’, la serieta’ e la cortesia che da sempre lo distinguono.

foto: Mario Iaquinta

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