Gioacchino da Fiore

Il grande Abate Gioacchino da Fiore nacque a Celico intorno al 1130, da Mauro, notaio e da Gemma; e fin dagli inizi la sua vita fu riccamente contornata da leggende nate per lo piu’ dalla pieta’ popolare dei fedeli. Iniziati i suoi studi a Celico li completo’ certamente nella vicina Cosenza, dove acquisi’ una sicura conoscenza del greco e del latino e un’ altrettanto sicura padronanza dei testi sacri, come traspare da tutte le sue opere. Indossato l’ abito monastico, intorno al 1147- 1148 si reco’ in oriente e visito’ Costantinopoli e la Siria. Proprio a questo viaggio e’ legato un racconto riportato da Luca Campano, suo amanuense. Pare che in Siria Gioacchino abbia avuto un incontro con una vedova la quale, nel dargli ospitalita’, attento’ alla sua virtu’, ma Gioacchino sfuggi’ la tentazione trascorrendo tutta la notte vegliando e pregando.Nel 1150 ritorno’ in Calabria e si reco’ presso Luzzi, nel Monastero di S. Maria della Sambucina. Non ancora ordinato sacerdote, effettuo’ una serie di predicazioni presso San Fili e solo tra il 1155-1156 si decise a prendere i voti nel monastero di Corazzo, in diocesi di Martirano. Ordinato Sacerdote, tra il 1163-1164, e morto l’Abate di Corazzo, per acclamazione dei monaci stessi Gioacchino venne nominato loro Abate, carica che ricopri’ per circa un decennio (1177-1187) e che abbandono’ sia perche’ lo distoglieva dai suoi studi, sia perche’ contraria alle sue inclinazioni di mistico. Durante agli anni in cui fu Abate di Corazzo, Gioacchino si reco’ nel monastero di Casamari (1182-1183) e in questo luogo inizio’ a comporre le sue opere, tra le quali si segnala, per mirabile composizione figurativa, il Liber Figurarum. Intorno al 1188-1189 Gioacchino, insieme ad un’ altro monaco, Ranieri, si allontano’ definitivamente da Corazzo e si ritiro’ a Pietralata dove maturo’ l’ idea della nuova congregazione Florense. Infatti nel 1189 Gioacchino abbandonata Pietralta, si reco’ nel cuore della Sila Grande e inizio’ la costruzione del Protocenobio di San Giovanni in Fiore. La regola Florense che ne’ scaturi’, venne approvata nel 1196 da Papa Celestino III e ottenne, ben presto, una vasta gamma di privilegi e donazioni, sia da papi che da regnanti. Recatosi a controllare i lavori del monastero di San Martino di Giove, presso Pietra Fitta, Gioacchino mori’, era il 30 Marzo 1202, e li rimase sepolto fino al 1240, quando le sue spoglie vennero traslate nell’Abbazia di San Giovanni in Fiore e poste nella cripta, proprio in corrispondenza dell’ altare della Madonna.Personalita’ spiritualmente complessa, Gioacchino e’ sempre stato circondato da un’ interesse particolare che ha dato impulso, nella citta’ di San Giovanni in Fiore, alla fondazione di un centro internazionale di studi Gioachiniti che si vale, nell’espletamento della propia attivita’, dei contributi di validi studiosi provienienti da tutto il mondo; il centro studi Gioachimiti, conosciuto ormai in tutti i paesi del mondo, ha gia’ celebrato numerosi congressi internazionali e pubblicato i relativi Atti presentandosi, cosi’, come punto di congiunzione tra il mondo intero e Gioacchino, la cui universalita’ va sempre di piu’ palesandosi.

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